Pollice in su per veicoli pesanti: in Italia un semestre molto positivo

Nel nostro Paese è stato calcolato che durante il primo semestre del 2017 le vendite dei veicoli pesanti hanno rilevato una buona crescita, rispetto alla concorrenza europea.

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Infatti, in Italia, nei primi sei mesi del 2017 le immatricolazioni di veicoli pesanti, ovvero con PTT (peso totale a terra) di 16 tonnellate ed oltre sono state 9.859, con una crescita del 23% rispetto allo steso periodo del 2016.

Nella graduatoria dei Paesi europei, in base alla percentuale di crescita delle immatricolazioni di veicoli commerciali pesanti nel primo semestre 2017, il Centro Ricerche Continental Autocarro rileva che l’Italia si colloca al secondo posto.

Il nostro mercato dei commerciali pesanti è superato solo da Cipro (che ha visto una crescita più rilevante, ma con numeri assoluti di gran lunga minori rispetto a quelli italiani). Se invece si considerano solo i Paesi maggiori del vecchio continente, l’Italia risulta quella con la percentuale di crescita maggiore:

  • in Francia le immatricolazioni di veicoli pesanti da gennaio a giugno sono cresciute del 5,9%
  • nel Regno Unito del 5,6%
  • in Germania sono calate dell’1,2%
  • e in Spagna è stato registrato un calo dell’1,1%

 

La percentuale media di crescita registrata negli Stati dell’Unione Europea è attestata al 2,2% e quindi, fa notare il Centro Ricerche Continental Autocarro, molto minore rispetto a quella italiana.

..e gli autobus non restano indietro: un mercato competitivo

Sono positivi anche i dati sulle immatricolazioni di autobus. Infatti, sempre secondo i dati Acea diffusi dal Centro Ricerche Continental Autocarro, nei primi sei mesi del 2017 le immatricolazioni di autobus nel nostro Paese sono aumentate del 49,6%, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Si tratta di un dato positivo, che pone l’Italia al vertice della graduatoria dei maggiori Stati europei in base alla percentuale di crescita delle immatricolazioni di autobus. Nel dettaglio,

  • in Germania le immatricolazioni sono cresciute del 9,7%
  • e in Spagna del 16,5%
  • mentre in Francia sono calate del 18,4%
  • e nel Regno Unito sono diminuite del 3,5%

 

La percentuale media di crescita registrata nei Paesi dell’Unione Europea è stata del 3,8% e quindi, anche in questo caso, di gran lunga più bassa rispetto a quella italiana.