Standard emissioni per camion: leggi rigide su tempi brevi

ACEA ha preso posizione rispetto alle nuove norme sulle emissioni di CO2 per il mondo dei camion: una nota di scontento per leggi troppo severe da dover eseguire in poco tempo.

ACEA: sì alle norme, ma occhio ai tempi

L’Associazione europea dei produttori di automobili (ACEA), che rappresenta i sette principali produttori UE di veicoli pesanti, prende atto della proposta della Commissione europea per le norme sulle emissioni di CO2 per i camion dell’UE. Questa è una parte importante di una più ampia strategia attuata per de-carbonizzare ulteriormente il trasporto su strada; un obiettivo in cui l’industria automobilistica è da tempo impegnata.

L’ACEA accoglie con favore l’approccio in due fasi della Commissione, con obiettivi fissati per il 2025 e il 2030. L’industria sostiene, inoltre, la proposta di convalidare l’obiettivo indicativo del 2030 in un secondo momento.

Ciononostante, ACEA ritiene che i livelli di riduzione proposti dalla Commissione per il 2025 e il 2030 (rispettivamente il 15% e il 30%) siano troppo aggressivi e non siano stati selezionati tenendo conto della natura specifica del mercato degli autocarri. Dato che lo sviluppo del prodotto di veicoli pesanti da vendere nel 2025 è già in corso in questo momento, il livello di ambizione del 2025 è troppo severo, dato il breve tempo di realizzazione di questo primo obiettivo di CO2.

A tal proposito il Segretario generale ACEA, Erik Jonnaert, ha affermato:

Sembrerebbe che la Commissione abbia semplicemente preso gli esatti livelli di riduzione di CO2 già proposti per auto e furgoni e li abbia applicati direttamente ai veicoli pesanti, senza riconoscere pienamente le differenze fondamentali tra questi segmenti di veicoli.

Il fatto, poi, che la riduzione del 15% entro il 2025 sia seguita da un altro 15% entro il 2030 è una strategia che si scontra con una tecnologia in aumento; poiché le tecnologie di risparmio di carburante più avanzate richiederanno del tempo per essere sviluppate. Un lato positivo secondo l’ACEA è che il 2019 sia stato fissato come anno base per questi obiettivi: da quel momento tutti i produttori di camion dell’UE useranno lo stesso strumento di calcolo (vale a dire VECTO) per dichiarare e riferire le emissioni di CO2 da una vasta gamma di camion.

No a una legge copia-incolla: ogni mercato ha sue caratteristiche

In altre parole l’Associazione ACEA accetta l’introduzione di standard di CO2 per i camion, ma chiede che i parametri delle leggi siano attentamente e correttamente progettati, tenendo presente l’importanza e la complessità del mercato.

Questo ragionamento sottolinea come a seconda della loro missione, la maggior parte dei camion è costruita su misura su base individuale, per soddisfare esigenze specifiche di certi clienti. Le variazioni degli allestimenti spaziano dal numero di assi alle dimensioni del motore, dal serbatoio del carburante o dalla cabina fino all’altezza del telaio.