Citroen Spacetourer | Prova su strada

È un segmento particolare, quello dei cosiddetti minivan, sospeso tra le monovolumi famigliari e i furgoni, quelli veri, ingombranti e, spesso, spartani. La Casa francese del Double Chevron ha in mano una nuova proposta, che noi abbiamo provato a fondo, la Citroen Spacetourer.

Fino all’anno scorso dominato dai tedeschi: con il Mercedes Classe V e il Volkswagen T6 che avevano gioco facile contro i vecchi e datati Fiat Scudo/Peugeot Expert Tepee e Citroen Jumpy o con il più economico Nissan Evalia. L’unico che provava a competere era il Ford Transit Custom. Il Gruppo PSA ha così realizzato una soluzione totalmente nuova e noi abbiamo avuto in prova il Citroen SpaceTourer.

Esterni: look moderno che rimanda alle vetture

Con un frontale molto alto, corto e aggressivo, i fari anterori perfettamente integrati negli inserti cromati della griglia anteriore, a sua volta un tutt’uno con il doppio Chevron, il muso è un grande passo in avanti.

Il profilo, ovviamente costretto a una forma estremamente squadrata, riesce comunque a dare un’ottima sensazione di fluidità. Grazie a delle venature ben pensate e ai possenti parafanghi, riesce a guadagnare un tocco di muscolarità che gli fa molto bene. Sembra – infatti – più una grossissima monovolume che un vero e proprio furgone. Così tanto che, in effetti, le ruote (215/60 R17) risultino un po’ piccole.

Il posteriore invece si presenta perfettamente quadrato, con un gruppo ottico sporgente, molto bello, ma è meglio assicurarsi di avere il “Park Pack Plus” che include sensori di parcheggio e retrocamera. Sebbene l’occhio ringrazi, il paraurti posteriore è sporgente di quasi 10cm rispetto al baule, questo da sì un disegno più muscoloso e piacevole ma – in un veicolo in cui il primo obiettivo è la capacità di carico – è un elemento un po’ in contrasto con lo scopo finale: la capacità di carico.

Interni: moderni e rifiniti, con la giusta dose ti tecnologia

Il Business Lounge, allestimento della nostra prova, si presenta con l’intero set di sedili in pelle. In questa versione erano 7, con la panchetta da 3 in terza fila invece di 2 sedili indipendenti. Immaginato per navette di alberghi e/o rappresentanza, include anche un tavolino a scomparsa, la cui utilità però – onestamente – non mi ha convinto particolarmente.

Di serie viene offerto con il Lounge, ovvero i 2 sedili della seconda fila contromarcia in modo da creare una sorta di mini salotto con la terza fila, che al contrario di alcuni avversari, leggasi Vw Transporter, non ruotano, ma occorrono esser sganciati e riagganciati nel senso di marcia opposto. Se l’obiettivo è quello di usarlo in questa modalità, consigliamo vivamente la versione da 5.3mt, in quanto lo spazio per le gambe è appena sufficiente.

Tutto il pianale dispone di guide e la modularità offerta dal veicolo è tanta da permettere di spostare e girare a volontà i sedili della seconda fila. O di scambiare la seconda e la terza fila, in una configurazione più da monovolume 2+3+2. Infatti, tenendo tutti i sedili frontemarcia, lo spazio per le gambe, e per il vano di carico, è a dir poco abbondante, regalando un confort a cui è veramente difficile competere. Per quanto riguarda i sedili, non c’è nulla da dire se non che sono estremamente comodi, ben imbottiti, realizzati con grande cura e più comodi di molti divani casalinghi.

Mantenendo bene in mente quale possa essere un suo uso principale, ovvero come navetta per alberghi, viene naturale segnalare come la soglia di accesso alla porta laterale (azionata elettricamente, rapida e efficiente) sia un po’ alto, costringendo le persone con qualche difficoltà motoria a uno sforzo non trascurabile. Forse sarebbe auspicabile, per questo tipo di utilizzo, la presenza di una pedana esterna retrattile simile a quella disponibile su molti caravan. Avrei apprezzato anche la presenza di maniglie sui montanti per assistersi nella salita, come presenti ad esempio su alcune versioni del Ducato.

Citroen Spacetourer

Nuovo lo schermo touchscreen capacitivo da 7’’, che integra il sistema multimediale. Sono riuniti tutti i servizi dedicati a semplificare i tragitti e la guida. Basta sfiorare lo schermo capacitivo con un dito o usare i comandi vocali. Il nuovo Citroen Spacetourer inaugura una navigazione 3D connessa di nuova generazione. Comprende l’aggiornamento gratuito a vita della cartografia Tomtom 4 volte l’anno e i servizi connessi Connect associati per 3 anni, (TomTom Traffic; stazioni di servizio e parcheggi, meteo, ecc…), senza costi supplementari con Connect SOS & Assistance (scheda SIM e dati inclusi), che fungono anche da chiamata di emergenza.

C’è anche la funzione Mirror Screen per potere utilizzare le applicazioni del proprio smartphone sul touchscreen, insieme alle due tecnologie Apple CarPlay e Mirrorlink per avere una più ampia gamma di smartphone compatibili.

Alla guida della Citroen Spacetourer 2.0 BlueHDi 150

Nonostante la mole non proprio da utilitaria, in città ci si muove senza grandi difficoltà, merito del 2.0 diesel da 150CV con un’ottima elasticità ai bassi regimi. La posizione di guida rialzata, un’ottima visibilità garantita da montanti abbastanza piccoli e degli specchietti retrovisori studiati bene e che offrono una buona visibilità invece lo rendono inaspettatamente facile da guidare.

La retrocamera per il parcheggio è – a mio avviso – un optional necessario per poter far manovra con agilità e scioltezza: sebbene la qualità del video non sia delle migliori, essa comunque permette di parcheggiare in retromarcia senza alcuna difficoltà, e posso garantirvi che l’abbiamo messa alla prova più volte. Lo sterzo è sempre preciso, abbastanza morbido alle basse velocità e più rigido alle alte, non trasmette mai particolari incertezze e da sempre un buon feeling. Merito anche di una plancia di palese derivazione automobilistica, con tanto di volante in pelle tagliato.

L’insonorizzazione è un altro punto a suo favore: merito del pianale rialzato – derivato dalla berlina 308 – e di cura nella realizzazione del frontale, i fruscii aerodinamici e di rotolamento delle ruote anteriori sono decisamente trascurabili. Purtroppo invece l’asse posteriore, come spessissimo capita su questa tipologia di veicoli, è stato isolato un po’ meno e la terza fila soffre un po’ un’acustica non ottimale.

Citroen Spacetourer

Il confort di marcia è però sempre di altissimo livello ma, se l’uso cittadino è quello primario, consigliamo la versione con il cambio automatico a convertitore di coppia (purtroppo disponibile solo sul 180cv, e per un sovrapprezzo non trascurabile di quasi 2500€), che da un’ottima reattività e renderebbe la marcia ancora più fluida.

Le sospensioni sono ovviamente tarate sul confort, ma questo non vieta allo Spacetourer di avere una tenuta di strada sorprendente. Purtroppo però l’eccessiva morbidezza delle sospensioni lo rendono soggetto a fenomeni di beccheggio sui dossi. E le anteriori sono eccessivamente morbide e non abbastanza progressive.

Interessante il lavoro per ridurre i consumi svolto, con uno start & stop molto invasivo (si inserisce già sotto i 20 all’ora) ma perfettamente integrato col motore: non offre mai latenze e non da mai esitazioni in ripartenza. I risultati sono buoni: in città si sta sui 11-12km/l, mentre nell’extraurbano siamo a circa 14km/l. Numeri sicuramente giustificati da delle prestazioni di tutto rispetto per un veicolo di tale dimensione.

Le motorizzazioni BlueHDi integrano il dispositivo SCR (Selective Catalytic Reduction), posizionato a monte del FAPcon additivo AdBlue. Sono conformi alla norma Euro 6 il loro serbatoio di AdBlue, da 22,4 l, assicura un’autonomia di 15 000 km.

Prezzo e concorrenti

Il veicolo da noi provato è il 2.0 da 150cv, Business Lounge, con un prezzo di listino intorno ai 43.000€.

La concorrenza vera, oggi, è composta in alto gamma dai 2 tedeschi, Mercedes classe V e VW Multivan. Entrambi disponibili a prezzi decisamente più alti, con uno scarto – a parità di versione – di circa 10’000€. Se guardiamo la gamma generalista Peugeot Traveller e Fiat Talento solo per citarne alcuni.

 

Citroen Spacetourer

Purtroppo invece altre soluzioni competitive (come il Transit Custom) non dispongono di allestimenti paragonabili (sedili in pelle e lounge posteriore), nonostante abbia un prezzo d’attacco leggermente inferiore al Spacetourer.

In alternativa, per chi volesse un veicolo navetta di lusso, ci sono alcuni allestimenti personalizzati sul Fiat Ducato ma – anche in questo caso – i prezzi sono più alti della proposta di Citroen.